Fa caldo. La settimana che sta per iniziare sarà ancora
impegnativa. La faccenda Lavitola/Ranucci occuperà giocoforza ancora molta
attenzione. Da parte nostra, attrezziamo le barricate, scendiamo in trincea e
prepariamo i sacchetti di sabbia.
Il campo di battaglia n. 1. Se si perde di vista il
panorama, il contesto e le prospettive di quanto potrà succedere da oggi ai prossimi
mesi, non si capisce nulla e il nemico si avvantaggia. La Meloni, questo governo,
ha un obiettivo strategico inderogabile e assoluto: vincere le prossime elezioni
e mettere un’ipoteca sulla prossima elezione del Presidente della Repubblica. Allo
stesso tempo, l’opposizione ha l’obiettivo analogo e contrario: impedire che la
destra possa vincere ancora e impedire ogni deriva autoritaria o
presidenzialista. Tutte le battaglie tattiche si si svolgono oggi sono in funzione
della grande battaglia del 2027.
Il campo di battaglia n. 2. Nel corso dei combattimenti verranno
usate ogni tipo di armi, convenzionali e non convenzionali. Sarà una guerra
politica ibrida dove le “armi” principali saranno i contenuti, i programmi elettorali,
insieme però a nuovi strumenti subdoli, infidi e ingannevoli. Guai a sottovalutare
questo aspetto. In questo campo di battaglia sarà anche importante decidere o
influenzare il luogo e il tempo in cui si svolgeranno i combattimenti: questo
Governo della Meloni tenterà in ogni modo di dettare l’agenda e quindi alzare
polvere per distogliere lo sguardo e attirare le forze nemiche nel trabocchetto
della distrazione.
Il campo di battaglia n. 3. Per quanto detto sopra nei primi
campi di battaglia, è conseguente e subordinato che la Rai, il Servizio
pubblico, Rai Tre e le trasmissioni di giornalismo di inchiesta sia tutto reso
innocuo o almeno poco offensivo. Questa Rai, questo Servizio Pubblico e
questa Rai Tre deve restare negli orticelli dell’intrattenimento leggero, delle
repliche di Sissi o di Piedone lo sbirro, della cronaca nera diffusa di Garlasco, nelle varie
confort zone di Sanremo e del gioco ludopatico dei pacchi. Rossi &C lo
ha detto chiaro e tondo: Rai Tre deve cambiare i connotati e “pazienza” (ipse
dixit) se si perdono telespettatori che emigrano verso La 7, ovvero la nuova Rai Tre. Ne consegue che dentro Rai Tre non ci devono essere “rotture narrative”. Report
non è stato attaccato solo con la bomba a Ranucci, ma molto tempo prima con il taglio
delle quattro puntate, con lo spostamento della messa in onda alla domenica e con
i tagli di budget.
Su questo campo di battaglia, abbiamo perso: le “richieste di
chiarimenti” del giorno dopo non hanno prodotto alcun risultato. La vicenda
Lavitola/Ranucci è il colpo di grazia.
Arriviamo al punto: Bloggorai, insieme a tutti coloro che intendono
queste vicende, ha intuito che qualcosa stava andando storto. Il mandante, il movente,
il ristorante e i suoi commensali, il sondaggio e i retroscena più o meno velenosi
(vedi il Corriere) alimentano il fumo negli occhi. Ora ci si chiede: è
necessario e prioritario esprimere solidarietà a Ranucci. Si certo, lo facciamo
proprio come lo abbiamo fatto in quel lontano pomeriggio in Piazza Santi Apostoli,
quando però non sapevamo che Ranucci fosse grande amico di Lavitola. Il taglio
delle quatto repliche estive di Report grida vendetta e opposizione, non foss’altro
perché presuppone anche un danno economico aziendale.
Epperò, epperò, i conti non tornano ancora. Ci manca un
elemento fondamentale e inderogabile per farceli tornare: spiegare compiutamente,
dettagliatamente e francamente tutti i termini di questa amicizia con Lavitola.
Vedi e rileggi bene quanto abbiamo scritto subito su Bloggorai lo scorso martedì
7 luglio, appena iniziata la vicenda https://bloggorai.blogspot.com/2026/07/le-amicizie-pericolose-molto-pericolose.html?m=1
.
Se non si comprende, se non si “comunica” e si rende trasparente l’esatta natura, cultura e postura di questa “amicizia particolare” tra Lavitola e Ranucci, questa destra, questa Rai di Rossi&C avranno buon gioco a vincere questa ed altre battaglie.
Il solo argomento sul quale si cerca di tenere il
punto è fragile e facilmente controvertibile: la presunta “obbligatorietà” per un giornalista che fa inchieste di sporcarsi
le mani con fonti equivoche, malfamate e impelagate fino al midollo in affari sporchi,
sporchissimi. Vero ma solo in debita parte: poi ci si lava le mani e ci si
tiene accuratemene a distanza: dall’utilizzare una fonte a diventarne grandi amici
ce ne corre e non poco.
bloggorai@gmail.com
ps. Bloggorai, c'è sempre stato, c'è e ci sarà ancora sulle barricate ma oggi ci chiediamo chi sono gli altri che partecipano alla battaglia?
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