martedì 9 giugno 2026

RAI: il tempo inutile della Vigilanza

By Bloggorai ©

E però, quando s'ode cosa o vede

che tegna forte a sé l'anima volta,

vassene 'l tempo e l'uom non se n'avvede;         

ch'altra potenza è quella che l'ascolta,

e altra è quella c' ha l'anima intera:

questa è quasi legata e quella è sciolta.

(D.A. Purgatorio, IV)

Si è appena conclusa l’Audizione della Vigilanza Rai sul Piano Immobiliare. Dopo averla seguita attentamente, proponiamo alcune rapide riflessioni.

A: la Commissione è intervenuta su un tema che NON è di sua competenza. La Legge in vigore, la n.103 del 14 aprile 1975, art. 4, è tutt’ora in vigore e nella specifica delle competenze della Vigilanza non vi è alcun cenno al possibile intervento su argomenti non pertinenti con gli aspetti editoriali. Perché è stata concessa questa “invasione di campo” con grande soddisfazione della maggioranza? A cosa è servita? proponiamo una risposta: ad allungare i tempi.

B: il grande ed unico tema di assoluta competenza istituzionale della Vigilanza non è stato nemmeno lontanamente sfiorato: la ratifica del presidente come previsto dalla Legge in vigore. La Rai continua ad agire sul filo della sua illegittimità normativa con “due” presidenti formalmente in carica: uno designato dal Governo, la Agnes, e uno indicato pro tempore dal Cda (Marano). Questa convocazione odierna non poteva avvenire altrimenti: la maggioranza ha imposto e dato la sua disponibilità “solo” per dibattere il Piano Immobiliare.

C: il Piano Immobiliare è solo l’articolazione del Piano Industriale: è subordinato e conseguente al primo e non viceversa. L’operazione immobiliare in corso, dismissioni o meno che dir si voglia, sono funzionali a supportare il primo e non è pensabile il contrario. non si può parlare del secondo senza aver definito il primo. Allo stesso modo si pone il tema Rai Way. I soldi occorrono per fare cosa? a quali fini sono destinati? A tappare buchi o fare investimenti? Nel secondo caso quali e quanti per quali obiettivi? 

Ancora stamattina è stato ripetuto lo stanco e vuoto ritornello della Digital Media Company senza che a nessuno venga in mente di dettagliare obiettivi, tempi e costi di realizzazione. Esempio indicativo: l’Hyperscale di Pomezia proposto da Rai Way con un costo stimato di circa 420 milioni che non ci sono e non si sa chi li dovrebbe tirare fuori, non si sa quanto tempo sarà necessario per costruirlo (abbiamo letto 4 anni) e al momento non ci sono clienti interessati e nel pieno di un momento di valutazione molto critica sul loro “valore” tecnologico. Nota bene: dovunque si stanno sviluppando attenzioni pubbliche su “No data center” vedi https://www.rainews.it/tgr/lombardia/video/2025/11/bollate-protesta-data-center-c52f332c-29b3-4204-9855-b164d4c2eb17.html  come pure   https://www.wired.it/article/no-data-center-consumi-energia-suolo/ .

D: il Piano immobiliare è destinato fatalmente a “ottimizzare” i costi, conseguire risparmi e ridurre le spese di impianti spesso obsoleti e inefficienti. Vero. E però si tratta solo di “una” leva economica e nemmeno di primo rilievo strategico. Nei giorni scorsi l’Ad Rai ha rivendicato la “cessione” di pubblico da Rai Tre a La 7. Quanto valgono queste migrazioni di pubblico? Che danno ha subito la Rai, RaiTre, con questo “successo” rivendicato da Rossi? Abbiamo fatto una stima sommaria che stiamo per approfondire. Dati Auditel alla mano, si tratta di circa 300- 400 mila telespettatori. Nel dettaglio: più è alta l’asticella degli ascolti di La7 più crescono i suoi ricavi pubblicitari (che non sono infiniti) ovvero cresce il CPM (costo contatto). Inoltre, il pubblico di Rai tre è un pubblico molto pregiato da un punto di vista pubblicitario: si tratta di un target  CSE (Classe Socio-Economica) Alta e Media-Alta ovvero di un pubblico ad alta scolarizzazione, concentrato nelle aree urbane, con un forte potere d'acquisto e un'età adulta/matura in grado anche di influenza le fasce SE contigue.

In sintesi, il danno prodotto dal “successo” vantato da Rossi è molto grave e stamattina in Vigilanza nessuno lo ha ricordato.

Morale della favola, oggi audizione irrilevante e inutile, perdita di tempo funzionale solo ai giochetti della maggioranza che, comunque, tiene a briglia stretta e sotto ricatto la Vigilanza. Se non riesce a rompere questo giocattolo non si va da nessuna parte.

bloggorai@gmail.com

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